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venerdì 17 luglio 2015

Veg' n' Roll : il Macrobiotico a Varese

Se a Hollywood vuoi essere alla moda hai due vie da percorrere: o segui una dieta Duncan oppure un regime alimentare macrobiotico, basato cioè sulla filosofia cinese dello YIN e dello YANG e sulla catalogazione dei cibi in base alla loro energia di provenienza. Madonna, che di anni ne ha 57 ma ne dimostra almeno dieci in meno, è una delle maggiori sostenitrici del macrobiotico e a guardarla ballare e cantare sembrerebbe aver scoperto qualche segreto miracoloso: che sia la cucina macrobiotica ?


E anche a Varese sembra essere arrivato il momento della cucina macrobiotica, che promette uno stile "vegan" ( bandito ogni utilizzo di prodotti di origine animale ) e cruelty-free, cioè una cucina libera da qualsiasi sofferenza provocata agli animali. 
Il Veg' n' Roll è un ristorante self service del centro di Varese, con una cucina a vista, tanti buoni propositi, saldi ideali e tanto tanto tanto colore.
La sua vocazione Rock non è un mistero, all'interno oltre ad un piccolo shop bio, abbondano dischi vintage in vinile, chitarre e locandine dei concerti d'altri tempi: i tempi d'oro di Woodstock. 
La cucina a vista con il tripudio di verdure pronte per essere cucinate dà subito l'idea della freschezza e genuinità degli alimenti lavorati, il menù viene infatti elaborato in base alle disponibilità del mercato in pieno spirito slow food e cucina a km zero. Devo però ammettere che la formula adottata per il servizio all'inizio può apparire un po' ostica, si può scegliere infatti tra tre grandezze di piatto/vassoio. A ciascuna scelta corrisponde un numero prestabilito di pietanze. Le pietanze possono essere scelta tra le varie proposte del giorno ( si è vero , anche a spiegarlo si fa un po' fatica)

Nel nostro caso la scelta è caduta su zucchine pressate al limone, broccoletti, crocchette di verdure (buonissime) , crema di carciofi, hummus ( una purea) e rolls.
In particolare proprio per la cottura di questi involtini vegan macrobiotici da queste parti hanno addirittura riadattato il tipico macchinario per la cottura degli hotdog, davvero ingegnosi.



Nel complesso al Veg' n' Roll si mangia bene (i carnivori staranno strabuzzando gli occhi, ma è proprio così). 
Il senso di sazietà non manca, così come i sapori forti dovuti anche all'uso di spezie e condimenti per una cucina in definitiva tutt'altro che noiosa.
In conclusione non bisogna per forza essere vegani per mangiare qui, anche un carnivoro può trovare piacevole una cucina del genere, magari durante il "mercoledì veg" lanciato da LAV, ovvero una giornata vegan a settimana per una "rivoluzione cruelty free". 
Veg'n'Roll è un ottimo compromesso tra gusto ed etica.



Veg' n' Roll
Varese, Piazza Venti Settembre 3
tel 3938038248 













martedì 9 settembre 2014

Orchidea Selvaggia

Orchidea Serlaggia era un film di fine anni 80, idealmente venne presentato come la continuazione di 9 Settimane e Mezzo che tanto aveva fatto discutere e che oggi è entrato nella storia del cinema.
Secondo una leggenda dell'antica Grecia viceva un tempo assai lontano un giovane bello, aitante e focoso, Orchis, figlio di una ninfa e di un satiro. 
 

Dalla madre aveva ereditato l'eterea bellezza, dal padre una libido irresistibile. 
Durante una festa in onore di Dioniso, il giovine tentò di amare una sacerdotessa, certo che i suoi natali lo avrebbero reso impunibile anche agli occhi delle divinità.
Ma così non fu e Dioniso lo condannò, facendolo sbranare dalle sue belve. 
Gli dei impietositisi per la terribile fine di quel giovane bellissimo, vollero perpetuare la memoria di Orchis. 
Dai suoi resti mortali fecero nascere una pianta di raro splendore che nelle radici conserva ancora il simbolo della virilità che fu fatale al giovinetto. Nacque così l'orchis (=orchidea). Il nome tradotto dal greco significa "testicolo" e ricorda la forma degli organi ipogei di alcune specie di orchidacee. 



Secondo la leggenda dell'Epiro, c'era una volta Orchide, un giovinetto bellissimo, che all'inizio dell'adolescenza vide mutare progressivamente il suo corpo: inizialmente gli spuntarono due floridi seni, poi l'intera figura si modellò con curve sinuose che resero impossibile definirne il sesso.
 
Per questo suo particolare aspetto, ragazzi e ragazze lo sfuggivano, trovandolo così ambiguo e diverso da tutti: un ermafrodito.  Il suo stesso carattere iniziò a presentare lati dissonanti, talora timido e introverso, talaltra aggressivo e impudico, come le divinità dell'amore. Ben presto, tutto questo gli diventò assolutamente insopportabile. Decise, allora, di porre fine alle sua stessa esistenza, gettandosi da una rupe. 
 
 
 

Sul prato che vide il suo bel corpo infrangersi al suolo tra macchie e rivoli di sangue, qualche dio pietoso fece nascere d'incanto una miriade di fiori diversi, simili per la loro splendida originalità: le orchidee. A ricordo di quella tragica fine, ma forse, più semplicemente, perché nelle orchidee sono celati sia i segni della virilità, sia quelli della femminilità, gli efebi ateniesi portavano sul capo coroncine di orchidee intrecciate; così adornati e vestiti di bianco, colore simbolo della purezza, cantavano le lodi ai loro dei. 
Forse, a quegli stessi dei che avevano assicurato la memoria imperitura del bellissimo Orchide con quei fiori magnifici che conosciamo con il nome di orchidee. 
( tratto da www.giardinaggiosanfruttuoso.it)

A Varese fino a questa sera presso la Camera di Commercio mostra di Orchidee. Le foto in questo post sono state scattate questa mattina. Specialisti sono proni anche a fornire consigli e aiuti ed è possibile chiedere il rinvaso delle proprie orchidee con una piccola offerta. Alla mostra sono presenti anche produttori francesi.  Da vedere. Ingresso libero





mercoledì 9 dicembre 2009

Sciare a 2, 3 e 4 passi da Varese

Breve digressione, nel mezzo del resoconto della nostra minivacanza norvegese, per rispondere ad una domanda di qualche giorno fa: ma a Varese si scia ?
Andiamo con ordine. A Varese non si scia, ma a pochissimi kilometri è disponibile una discreta pista per sci di fondo, attiva durante il periodo invernale e con neve naturale. Maggiori informazioni sul sito http://www.scinordicovarese.it/ .
Per chi invece volesse qualcosa di diverso ( discesa e snowboard ) diciamo che tutta la Lombardia offre davvero il meglio con impianti all’avanguardia per lo sci alpino e piste da sci di prima qualità.

Si scia in Valtellina, a circa 120- 150 minuti da Varese. Bormio, Livigno, Santa Caterina Valfurva sono senza dubbio le mete di maggior attrattiva per gli appassionati degli sport invernali oltre che del passeggio post sciata.



Madesimo - Madesimo è un comune di 582 abitanti nella provincia di Sondrio, in Valle Spluga, e comprende le frazioni di Madesimo, Pianazzo, Isola e Montespluga a 1.550 m s.l.m., ed è il comune italiano più lontano dal mare e facente parte della Comunità Montana Val Chiavenna. Località che fu cara a Giosuè Carducci, si trova a 140 chilometri da Milano, in una splendida conca di conifere.Gli sport invernali l’hanno resa meta ambita ai turisti. 50 sono i chilometri di piste innevate a Madesimo e sono praticabili a diversi livelli di difficoltà da sciatori, e agibili anche per escursioni in motoslitta o lo snow kite.Il territorio fa parte dell’ampia area sciistica della Val Chiavenna. Ottimamente servita da impianti di risalita, Madesimo permette di godere di ben 25 chilometri di piste per lo sci nordico. Con un totale di 75 chilometri di piste da sci agibili, il comprensorio sciistico di Medesimo è una delle più affascinanti località turistiche lombarde. Famosissima la pista detta “Canalone” che unisce Pizzo Groppiera al Pian dei Larici; mille metri di dislivello per tre chilometri di discesa nel più amabile degli ambienti montani.Tre le piste nere, undici quelle rosse e undici quelle blu; con ben tre cabinovie e dieci seggiovie, si può usufruire di un servizio consono all’attività turistica.



Bormio - La conca di Bormio, ampia e luminosa, è lo splendido panorama offerto da secoli di erosione di ghiacciai e corsi d’acqua. Bormio vede attorno a sè una corona di monti che verso nord formano una barriera di calcare e dolomia la cui cima principale è la Reit (3.075 m.).Le piste da sci di Bormio comprendono ben due versanti, quello di Vallecetta e San Colombano, che mettono a disposizione una somma di 80 Km di piste servite da 24 impianti di risalita.La più nota delle piste del comprensorio sciistico di Bormio è sicuramente la Pista Stelvio, che ha ospitato per ben due volte i titoli mondiali di sci alpino. Considerata ormai un classico della discesa libera, questa perla di Bormio, è ritenuta una delle piste più difficili e spettacolari dell’intero circo bianco.


Livigno - Livigno è un comune della provincia di Sondrio, situato a 1.816 metri di altitudine conta circa 5.500 abitanti, ed è situato a nord dello spartiacque alpino al confine con la Svizzera. Perla rara per il turismo, è considerato da molti luogo ideale per le vacanze invernali, disponendo di una fra le più vaste offerte turistiche presenti nella regione Lombardia. Il comune di Livigno gode infatti dello status extradoganale, che gli consente una serie di agevolazioni sulle imposte (quali l’iva); tale fattore ha consentito lo sviluppo di un’ottima affluenza turistica. Gli impianti sciistici di Livigno sono forniti di ottime strutture. Gli impianti di risalita di sono 33, che consentono lo spostamento di circa 46.000 persone all’ora, suddivise in tre cabinovie, quattordici seggiovie e sedici skilift su un dislivello di 1.200 metri. I versanti sciabili sono ben sei, disposti in modo tale che si possa sciare per l’intera giornata godendo della costante esposizione al sole. Le piste da sci di Livigno si snodano lungo 115 chilometri che consentono la pratica ad ogni tipo di sportivo, dall’agonista al principiante; le piste larghe e prive di ostacoli permettono la massima sicurezza in discesa.



Santa Caterina Valfurva - La cittadina sorge in una conca di conifere allo sbocco delle valli dei Forni e di Gavia. Rinomata stazione sciistica, ha dato in natali ai fratelli Achille e Deborah Compagnoni. La tradizione montana della famosa località sciistica è palpabile in ogni angolo della città. Comprende un’ampia area sciabile ottimamente innevata nell’arco di tutta la stagione invernale. Santa Caterina di Valfurva ospita diverse competizioni internazionali, soprattutto di fondo, con anelli di ben dieci e cinque chilometri immersi nella natura. Sono 60 i chilometri complessivi del comprensorio sciistico, suddivisi in 40 chilometri di piste per lo sci alpino e 20 per lo sci nordico. Gli impianti di risalita a Santa Caterina sono suddivisi in 2 cabinovie, 2 seggiovie e 3 sciovie, con piste agibili a diversi livelli di difficoltà; vi si trovano infatti 3 piste nere, 6 rosse e 2 blu.Le piste da sci raggiungono la quota di 2700 metri sul livello del mare, con piste sempre perfettamente innevate, grazie anche al supporto di un impianto di innevamento artificiale che garantisce la praticabilità delle piste da dicembre ad aprile.



MAGGIORI e PIU' COMPLETE INFORMAZIONI SUL SITO UFFICIALE DELL'ALTA VALTELLINA http://www.altavaltellina.eu/Altavaltellina/localita.cfm


Ma dalla Città Giardino è facilmente raggiungibile anche la Val d'Aosta. Infatti entrando in autostrada direttamente a Varese, in poco più di due ore si è in pista a Cervinia, Gressoney nel comprensorio del Monte Rosa e la rinomata Curmayeur.


Infine degno di nota, non fosse altro perchè lì da ragazzino con il crillico fondoschiena poggiato su neri sacchi della spazzatura utilizzati come slitta, ho passato qualche domenica, è Macugnaga in provincia di Verbania. E' stata una delle prime località a valorizzare le proprie montagne per accogliere gli sciatori più esigenti. La presenza del Monte Rosa ha favorito lo sviluppo delle attività turistiche in generale e dello sci in particolare. Il parco impianti è forse un po' datatoma la bellezza delle montagne e la possibilità di sciare tra i 1300 e i 2700 metri su 38 km di piste la rende ancora apprezzata dagli sciatori.


Insomma come potete notare, senza voler prendere in considerazione la vicinissima Svizzera, Varese consente di raggiungere facilmente le migliori stazioni sciistiche del Nord Italia....anche se io alla fine preferisco pur sempre il Mare!

mercoledì 15 luglio 2009

Il Mare a Varese ? Stanno lavorando per noi !

Altro che mare, sono bastati 30 minuti di pioggia intensa e l'Olona ha deciso di farsi una passeggiata per le strade della Valle Olona ! Queste sono solo alcune delle immagini di quanto accaduto questa mattina , ma la cosa più incredibile è la velocità con cui tutta questa acqua è sparita dalle vie cittadine quando ha smesso di piovere. A me non sembra normale e a voi ?
Ecco il reportage esclusivo


Guarda la galleria completa delle immagini

lunedì 23 marzo 2009

Ninfea a Cadrezzate

Riceviamo con enorme piacere una segnalazione da parte della nostra cara amica Valeria. Ci si vede poco ahimè e questo ci dispiace molto, perchè noi a Valeria vogliamo davvero bene!


Ecco cosa ci segnala:


"Un ristorante in provincia di Varese che vi vorrei proporre è la "Ninfea" a Cadrezzate, terrazza sul lago di Monate, bellissimo per una sera di giugno intorno alle 20.00 e cominciare la serata con un aperitivo guardando il tramonto.............inizio di una serata mooooolto romantica..........vale per le grandi occasioni!!!Unico problema....portatevi l'autan!!!Ciao crillini, un bacio grande e a presto.Valeria"



E allora non ci resta che provare con mano, anzi con forchetta e coltello !

Ninfea Srl
Via Mogno,10
21020 Cadrezzate
Tel.: (+39) 0331953282
Fax: (+39) 0331910240
Web: http://www.ristoranteninfea.com/

martedì 10 febbraio 2009

Crillo's House...perchè siamo tutti un po' asini

Strana sensazione tornare a casa e trovare ospiti inaspettati proprio fuori dalla porta... E' quello che è successo al Crillo a mezzodì! E pensare che una volta doveva essere così la quotidianità, senza tv, senza internet, senza 4 salti in padella, senza aria condizionata, il cellulare, il pc, l'aspirapolvere...

In ogni caso ecco come apparivano le strade di un paesino a pochissimi kilometri da Varese pochissime ore fa.


sabato 10 gennaio 2009

Mercatini di Natale nel Mondo

Natale è passato e con lui anche i "mercatini" che da ormai diversi anni hanno preso possesso delle piazze delle più importanti città del Pianeta. Si contano mercatini di Natale in Finlandia, in Norvegia, in Italia, in Svezia , in Canada, in Francia, in Ungheria e persino in Grecia...
Il Nord Europa la fa senza dubbio da padrone e ciò anche a causa del binomio neve-St Claus al quale non si può fare a meno di pensare parlando di Natale.

Ma alla fine come sono questi mercatini e cosa si trova di tanto interessante da dover organizzare un viaggio ad hoc?
Per la verità tra i mercatini del nostro paese e quelli svedesi la differenza è minima. Gli oggetti in vendita sono pressocchè identici ad eccezione del cibo... ma anche questo non è proprio vero: nei mercatini di Varese ho trovato il Salmone Svedese e in Svezia il salame di Milano.... forza della globalizzazione ? Candele, cibi, dolci, decorazioni, maglioni, sciarpe, calde e morbide pantofole. A parer mio non esistono più "tanti mercatini", ma si può parlare tranquillamente di un "grande mercato di Natale" che parte da Otranto e finisce ad Helsinki!




Ne vale la pena quindi di partire per "andare a vedere i Mercatini di Natale" in qualche angolo più o meno sperduto del mondo ? Secondo noi no, a meno che non ci siano altre ragioni ben più valide. Certo l'atmosfera di Stoccolma non è certo quella di Varese e su questo siamo d'accordo, ma questo è un altro discorso che poco ha a che vedere con le casette di legno dove a Stoccolma come a Varese potrete trovare piccoli babbi natale, guanti di pelo ( renna, pecora, coniglio, lama....) candele di ogni forma e misura, vino caldo e bon-bon... a voi la scelta.










giovedì 17 aprile 2008

Il Crillo al fusion è andato in fusion

Il nuovo ristorante giapponese in quel di Varese si chiama Haru ed è in via Cavour. A me non piace. E nemmeno al Crillo. E poi non è neanche tutto giapponese. E' "fusion"... Cri mi dice sempre che sono una criticona, ma non so se siete d'accordo con me: se vado in un ristorante italiano è perchè voglio mangiare italiano, se vado dal vietnamita voglio mangiare vietnamita, se vado dal francese...cavolo, era meglio se rimanevo a casa. Chi è che ha inventato la cucina fusion? Secondo me è stato un pasticcione che ha fatto esplodere la cucina di casa, ma siccome questo è un blog di informazione devo fare le cose per bene... Ho appena effettuato una ricerca sul web ma non ho trovato notizie interessanti e soprattutto una "storia" di questa discutibile arte culinaria...vabbè. Si dice che la cucina fusion è (cito testuale): la fusione di tradizioni alimentari e l'incrocio di ricette ed esperienza culinaria. Uhm... e il ristorante Haru di Varese rispecchia esattamente questa definizione e va anche oltre: la fusione è nell'arredamento, a metà tra un obitorio e il bagno di Harrison Ford in Blade Runner, è fusion nell'accoglienza dataci da ragazzi giapponesi con perfetta parlata milanese (lo so, siamo banali turisti che cercano l'esotico nell'era della globalizzazione...)e l'unica cosa non fusion è il prezzo, perfettamente italiano: esagerato! Il sushi è buono, ma non è sicuramente speciale. Tanto vale andare da un'altra parte!


Haru - fusion restaurant
via Cavour 22 - VARESE
tel. 0332.281492
chiuso lunedì


Consigliato: no. e non ho altro da dire.


Post di Bru

domenica 30 settembre 2007

Ran di Varese


Cominciamo il nostro sushi tour italiano con il ristorante giapponese RAN di Varese, una delle mete preferite da Bru durante le sue permanenze varesine: è capace di andarci anche 4 volte in 5 giorni ! Il locale ( Varese in v.le Valganna n.39 tel: +39.0332 - 831809) è molto accogliente e il personale davvero gentile e professionale. Durante il fine settimana la prenotazione è pressocchè necessaria. Se potete, riservate un tavolo al piano interrato, molto più spazioso. Arredamento sobrio in perfetto stile "made in japan" , ma forse, per chi come me (con i miei quasi 2 metri di altezza) ha problemi di spazio, i tavoli al piano terra sono un po' troppo piccoli e vicini tra loro. La materia prima è di buona qualità (martedì e venerdì in particolare), il menù è ricco con diverse varianti di sushi e sashimi per tutti i gusti e per tutte le tasche, anche chi non ama il pesce crudo troverà ottimi piatti caldi. La tempura merita di essere assaggiata anche se non è sicuramente il piatto forte del locale. Tempi di attesa ridotti se si considera che si viene accolti con un piccolo antipasto sempre offerto dalla casa.

Prezzo medio per 2 persone: € 50,00 ( incluso sakè)
Consigliato:SI'
Piatto forte: Temaki rainbow
Nota dolente: Dolci, meglio fermarsi al caffè

Giudizio del Crillo : senza dubbio il miglior giapponese della zona.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
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