venerdì 4 dicembre 2009

Another day in Oslo ... stavolta con la neve!

Altra breve incursione nel web per qualche piccola informazione, in attesa di fare rientro in Italia per relazionarvi nel dettaglio.
Oslo si sta rivelando davvero interessante e molto facile da girare ( Grazie agli autobus 20 - 30 e 31 ed ai loro disponibilissimi autisti ). Stamattina sotto la neve siamo andati al museo dei Vikinghi, dove - per continuare la tradizione cominciata con il Vascello svedese Vasa - abbiamo potuto ammirare le uniche navi vikinghe esistenti sul pianeta. Datazione 850 A.C.... incredibile !
Nel pomeriggio invece, via via via dall´altra parte della citta' per far visita al museo di Munch dove dopo il furto del 2004 sono finalmente riesposti i quadri celebri ( L`urlo su tutti ).
Dopo una breve pausa in albergo siamo pronti per uscire nuovamente con destinazione la piazza antistante il palazzo del Municipio, dove da qualche giorno c´e' uno dei piu' famosi mercatini di Natale.
A presto !
Bru & Cri

giovedì 3 dicembre 2009

LIVE from OSLO

Cari lettori,
vi scriviamo da Oslo dove siamo giunti qualche ora fa. Per ora che possiamo dirvi ? Ammazza che freddo!
Appena conclusa la cena al New Orleans Restaurant dove abbiamo avuto la riprova che "su al nord" la cucina non e' mai il massimo. Per adesso vi salutiamo, rimandando a domani ogni altro commento. Buona notte!

p.s.
Il programma di domani prevede il museo delle navi vikinghe ed il museo Munch ( per gli ignoranti, quello dell'urlo)
c u ( see you later)
Cri & Bru from Oslo with love...and peace

mercoledì 25 novembre 2009

Italia - Nuova Zelanda: una questione di cuore e di All Blacks

La faccenda mi riguarda, ma solo di striscio. Io mero autista di un sabato pomeriggio, racconto solo il contorno di quanto accaduto, sperando che presto Bru, protagonista insieme all'Orso Bruno, voglia scrivere qualcosa di più.

Che non sarebbe stato un sabato come un altro lo si capiva subito, sin dall'ingresso in città. Milano pareva "Nuova York". Auto ovunque manco fosse la finale del Campionati di Calcio del 1982... Ma in questo sabato speciale il calcio era bandito e le uniche palle consentite dovevano avere una forma rigorosamente ovale.

La destinazione finale di questo viaggio, cominciato da Varese alle ore 13.00, era come detto Milano, zona San Siro ovvero il Gotha del calcio : lo stadio Meazza !
Sede di Milan, Inter ma anche luogo di culto per gli amanti dei grandi concerti musicali (qui si è esibito anche Bob Marley) , lo stadio milanese questa volta ospitava l'Italia del rugby.

Ma non era una partita come le altre perchè speciali erano gli avversari degli azzurri.
Davanti agli oltre 80.000 spettatori c'erano infatti gli All Blacks. Per intenderci quelli grossi e vestiti di nero che prima di ogni gara "dedicano" un canto di guerra Maori agli avversari con l'obiettivo forse di spaventarli. Si trattava per la verità di un test-match, conclusosi 20 - 6 per i neozelandesi ma festa doveva essere e festa è stata. Di pubblico e di gente. Di colori, musica e partecipazione in uno stadio di San Siro esaurito come mai prima.

Bello, anche per chi come me ha fatto semplicemente da autista e ha goduto di qualche attimo emozionante in piazza Duomo, dove in dolce compagnia ( ma di questo se ne parlerà nel prossimo post ) insieme a centinaia di spettatori improvvisati ho potuto vedere gli ultimi attimi della partita sul maxi schermo.



Una bella giornata di festa e lo si leggeva anche in faccia agli spettatori Bru e Orso Bruno!


E se volete rivivere un pizzico di questa esperienza, guardatevi il video...da pelle d'oca!

Cri
p.s. NON COMPRATE FRUTTA E VERDURA NEI PRESSI DELLO STADIO, COSTANO POCO PIU' DELL'ORO ( tra tutti segnalo mandarini a € 4,10 al kg....davvero esagerati )

giovedì 29 ottobre 2009

Indovina indovinello...

Cari viaggiatori del Crillo, nonostante tutto quello che è successo il Crillo ed io non abbiamo perso certo la voglia di viaggiare e, a questo proposito, vi diamo un piccolo suggerimento sulla nostra prossima meta:
Indovina indovinello,
dove andrà - a Natale - il Crillo di bello??!



martedì 20 ottobre 2009

Nome in codice Udronotto

A Torino vive e lavora uno dei più geniali artisti degli ultimi anni. Il suo nome è Marco Pece, meglio noto però come Udronotto.


Marco Pece, persona squisita dai modi gentili, ci ha aperto il suo fantastico mondo lasciandoci senza parole. Ci siamo imbattuti in lui quasi per caso, ormai un anno fa quando alla ricerca di immagini on line dello Sposalizio della Vergine incappammo in una rivisitazione dell'opera raffaelliana in chiave Legoland: geniale ! Perchè questo è quello che Marco Pece fa: ricrea l'arte con l'ausilio dei Lego! Quei mattoncini colorati che per tanti pomeriggi hanno dato forma ai nostri giochi da bambini, con Udronotto diventano ri-rappresentazione dell'Arte. Quadri celebri quali appunto Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, L'Ultima Cena di Leonardo, La Gioconda e molti altri ancora. Ma non solo il Rinascimento nell'opera di Marco Pece, che nel suo sito svela una vera e propria passione per l’arte in tutte le sue espressioni che lo ha spinto a rivisitare con ironia, ma pur sempre con grande rispetto opere di grandi maestri del passato e proseguendo in un percorso temporale che lo ha avvicinato anche ad artisti contemporanei. Da ultimo, dopo Warhol , Vettriano e Hopper il bellissimo omaggio a Cattelan... il tutto rigorosamente legostyle, una scelta quella di utilizzare i mattoncini legata al gusto personale ed ad una ricerca di fattibilità a volte molto lunga.




Come spesso accade per questi Artisti italiani, il Paese natale li snobba, li guarda con diffidenza o a volte persino li ignora...salvo poi ricredersi quando arriva il successo internazionale. Marco Pece è un istituzione in molte zone d'Europa e sta suscitando interesse in Brasile dove gli viene dedicato uno speciale su riviste di settore, in Russia dove invece ha trovato spazio su AD, in Olanda e in molte altre realtà.
Infine, mi si consenta, il vero colpo di genio di cui persino il Time ha voluto dare notizia pubblicando l’immagine del mosaico Lego raffigurante il neo eletto presidente americano Barak Obama.

Udronotto web site

Galleria di foto



domenica 18 ottobre 2009

Son passati sei mesi

Sei mesi fa ……..l’inferno
Sono passati sei mesi esatti da quella tragica notte che ci ha visto dirette vittime di un evento inimmaginabile per chi, fortunatamente non lo ha vissuto.
E le nostre vite sono completamente cambiate. Non sono le nostre, ma anche quelle di settantamila nostri concittadini.
Da quella notte il terrore per il presente e per il futuro si è impadronito di noi. Da quella notte altre undicimilaseicentocinquantotto scosse hanno tolto la speranza di una ripartenza veloce per tutti noi.

Il terremoto non è una frana né un disastro ferroviario, che sì hanno prodotto distruzione di case, morti e feriti, comunque, ma che ha dato ai sopravvissuti la possibilità di ripartire subito, anche se con il cuore spezzato. Il terremoto no. La scìa è infinita, sembra che non finisca mai, giorno dopo giorno ti martella, ti ferisce, ti impaurisce, ti toglie le forze.

Ma c’è una speranza? Come e dove guardare con speranza?
Speranza sono le case antisismiche realizzate con velocità sensazionale? Oppure le case rimaste in piedi di fronte ad una forza distruttrice così forte?
O speranza si chiamano le migliaia di ragazzi che in questi giorni hanno riempito le nuove scuole dai colori insoliti e sorte velocissime attorno alla vecchia città distrutta? O speranza è l’impazzito traffico che riempie le vecchie strade della periferia che passano talvolta tra edifici distrutti che sono ancora lì a ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, quanta gente ha sepolto nel sonno?
O speranza sono quelle poche luci che la sera si accendono nelle case che qualcuno ha deciso, con il cuore in gola per la notte incombente, di riabitare?
Ma speranza non può essere il sorriso dei suoi abitanti che non c’è più, le file interminabili nei provvisori uffici pubblici, l’Ospedale che pare appartenere al terzo mondo, le case antisismiche che hanno stravolto il tessuto urbano e che non capisci se sono state costruite per viverci sempre, il centro storico che ho attraversato che ho attraversato per una buona fetta e che ho visto non ferito ma moribondo.
Macchè ricostruzione iniziata!
Sono state realizzate case nuove dove prima non c’erano, in agglomerati fatti di tanti edifici, uno accanto all’altro. Serviranno anni perché siano funzionali: mancano di strade, di negozi, di centri di aggregazione. Le scuole sono altrove. I servizi pubblici, gli uffici pubblici, stanno sorgendo altrove. Tutto fatto con molta fretta, senza progettazione complessiva, con la struttura comunale incapace di proporre qualcosa di più organico: così l’emergenza ha privilegiato la velocità di dare un tetto a 20.000 persone, gli altri abitanti devono rientrare nelle loro case da rendere abitabili nei prossimi anni. Nel frattempo sono negli alberghi in città (pochi) o in quelli della costa (molti). Qualche migliaio ha la casa abitabile e se trova il coraggio di viverci e di dormirci formerà il primo nucleo della nuova città.
Ma senza la ricostruzione del centro storico sarà, tra molti anni, un’altra città.
Ma un miracolo a sei mesi esatti c’è stato: abbiamo ritrovato il nostro gatto ARTU’, disperso da quella maledetta notte.
Orso Bruno
6 ottobre 2009

giovedì 1 ottobre 2009

A Torino per gli amanti dei formaggi - La trattoria della Posta

Gita fuori porta domenica per i Viaggi del Crillo, alla ricerca di uno degli artisti più geniali del panorama artistico attuale, Marco Pece meglio conosciuto come Udronotto che ha fatto della sua passione per i lego una vera e propria forma di arte... ma di questo di sicuro vi dirà Bru !

Io invece mi occuperò di stuzzicare il vostro appetito con una segnalazione di tutto rilievo: la Trattoria della Posta !


La Trattoria della Posta è una vera e propria istituzione in terra sabauda e non solo , avendo praticamente "inventato" ormai 100 anni fa un modo di fare ristorazione tutto incentrato sul formaggio, che qui troverete in ogni forma e pietanza ! Negli anni 50 l'osteria con stallaggio per i cavalli lascia il posto alla Trattoria come la conosciamo oggi, dove il buon Giovanni si dedica anima a corpo a deliziare tutti coloro che per curiosità o abitudine qui si recano.

Accanto ai piatti farmaggiosi, è possibile assaporare la vera cucina tradizionale piemontese, con un bel piatto di agnolotti , di bollito, o la caratteristica Finanziera ma il vero protagonista è e rimane il formaggio. Antipasti caldi di formaggi di ogni specie, gusto e profumo, crocchette , frittelle, tartine... insomma di tutto di più! Anche per i primi la scelta , a nostro parere, dovrebbe ricadere proprio su un bel piatto a base di formaggio. Pennette con formaggio di Castelmonte, Soufflè con gorgonzola e davvero molto altro. Da provare assolutamente la frittura di funghi porcini e la ruota di formaggi ( con la variante di tipologie di formaggi 7 - 18 -27 -32)

Che dire altro ? Anche il vino scelto dalla casa non è niente male, le materie prime sono di ottima scelta e la varietà di formaggi è tale da far morire di infarto anche un osso duro come Topolino !
TRATTORIA DELLA POSTA
Strada comunale di mongreno, 1610132 - Torino (TO) Italia
Tel. 011.8980193
Prenotazione pressochè obbligatoria
Chiuso il lunedì
Prezzo - noi abbiamo speso € 58,00 per due antipasti, un primo, un secondo, un tagliere di formaggi per 2 persone acqua e vino.
Nota dolente - a noi non hanno consegnato il menù, che sicuramente c'è ma che sarebbe buona abitudine consegnare SEMPRE ai clienti... e noi avremmo potuto chiederlo
Altra nota dolente - nessuno ci ha spiegato che tipi di formaggi c'erano nella ruota, siamo andati a tentativi facendo finta di essere grani intenditori ma sicuramente qualche errore lo abbiamo fatto. Peccato davvero, però a discolpa dei gestori va detto che siamo arrivati davvero tardi e che aspettavano solo noi per chiudere e tornare a casa.
Nel complesso questo è davvero un ristorante superlativo, DA PROVARE !
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