sabato 15 agosto 2015

Tortuga, era meglio l'isola dei Pirati

Questa volta non racconterò di acque cristalline, di cocktail esotici o di avventurosi incontri. Niente Caraibi insomma, perc
hè in questo post l'unico mare il questione è l'Adriatico e più precisamente quello che bagna la costa abruzzese.
Il Tortuga è uno dei tanti ristoranti che affollano il lungo mare di Villa Rosa di Martinsicuro, località vacanziera per coppiette e famiglie, dove è piacevole rilassarsi per qualche giorno.
La cucina è quella tipica di queste località, dove tutti i ristoranti prevedono spaghetti ai frutti di mare (con le varianti del caso per quanto riguarda il formato della pasta)  , mezze maniche allo scoglio, soutè di cozze e vongole , frittura di calamari e gamberetti (i più arditi inseriscono anche qualche alice e qualche soglioletta) e la grigliata di pesce. Ma del resto siamo al mare, qui ci si deve rilassare, si deve fare il bagno, prendere il sole e mangiare, possibilmente tanto. Ed ecco quindi la supremazia delle porzioni giganti rispetto anche solo ad un semplice "variazione sul tema".
Il Tortuga è uno di questi ristoranti, con una bella veranda all'aperto, con tanti posti a sedere e una cucina vacanziera  "senza infamia e senza lode" che dà esattamente quello che il cliente-turista-villeggiante chiede, pesce fresco incluso.
Ma nonostante questo preambolo, noi al Tortuga non ci siamo trovati per niente bene e vi spieghiamo perchè.
Ci mettiamo alla ricerca di un ristorante dove poter pranzare con amici in una calda domenica di luglio. Il Tortuga sembra fare al caso nostro: è a pochissimi metri dallo stabilimento balneare dove abbiamo deciso di "frollare", è raggiungibile a piedi ed ha tantissimo spazio all'aperto tale da soddisfare anche presenze extra large e poi all'ingresso fa inoltre bella mostra di sé un cartello con la scritta accattivante "pranzo veloce 12 euro - antipasto e primo" che semplifica molto le decisioni e velocizza le ordinazioni.
Io decido di optare per la formula "pranzo veloce" , ma il solerte personale di sala, scortese e imbronciato, mi avvisa che la formula non è valida per il sabato e la domenica e che il cartello, che per la verità all'uscita ho ricontrollato e che in minuscolo prevedeva l'esclusione della formula durante i fine settimana, è rimasto esposto dal giorno precedente per mero errore. Me lo auguro ! 
Ordino dei troccoli (tagliolini rustici di pasta fresca a grana ruvida) allo scoglio (tanto per cambiare), mentre il resto dei vacanzieri della domenica che mi accompagnano, da buoni maniaci della linea e devoti alla sacra religione del fitness, si gettano su delle insalate giganti, patate al forno ed un ever green della cucina estiva: l'insalata di mare. 
Il primo piatto ad uscire dalla cucina sono i miei troccoli che non fanno altro che confermare tutto quanto fin qui scritto. Attendo l'arrivo dei piatti dei miei commensali. Passano cinque minuti abbondanti e finalmente arriva l'insalata di mare, ma del resto nemmeno l'ombra. Decido, da maleducato quale sono , di non attendere oltre, la mia pasta si raffredda e poi nonostante i solleciti prima che arrivino le insalate e le patate passano altri 25 minuti cronometrati !
Sono cose che possono ( ma non devono ) capitare. Se vado a pranzo o a cena con degli amici mi aspetto di pranzare o cenare con loro, nè prima nè dopo. O aspettano tutti o non aspetta nessuno. Certo può capitare di non essere serviti tutti in contemporanea, sono disposto ad aspettare 3/4 minuti, 5 diventano già troppi, ma 25 minuti sono ingiustificabili,  soprattutto se ai solleciti di chi attende un'insalata ( quindi niente cottura, niente frittura, niente bollitura...niente di niente)  il personale di sala, freddo e insofferente, anzichè tentare di "mettere una pezza",  fa quasi spallucce attribuendo alla cucina ogni responsabilità. Ecco perchè al Tortuga per il momento di certo non torneremo.


l'insalata ritardataria

mercoledì 12 agosto 2015

Caldè, acqua cristallina e arte pop

Caldè (Castelveccana )sul Lago Maggiore
La mia conoscenza dei laghi varesini è un po' scarsa e soprattutto piena di pregiudizi. Essendo un amante del mare pensavo, errando, che il lago fosse un mero succedaneo (sostituto) pieno di difetti e pericoli, ma soprattutto lo vedevo come un ammasso di acqua più o meno ristagnante e maleodorante. Il Lago di Varese, che per me era solo "la Schiranna",  devo poi confessare aver contribuito non poco a formare questa bizzarra immagine nella mia testa. 
acqua limpida e cristallina
Ecco perchè quando mi sono messo alla ricerca dei luoghi suggestivi della Provincia i Varese, ho storto un po' il naso nel vedere che Caldè e le sue Fornaci costituiscono un "must" da vedere per chi vive in Provincia.
Acceso il navigatore scopro che Caldè, che in realtà è una delle frazioni di Castelveccana, si trova sulle coste lombarde del Lago Maggiore a metà tra Laveno Mombello e Luino. Da Varese arrivarci è davvero molto semplice, io ho seguito la via che dal capoluogo passa per Gavirate, Cittiglio, Laveno  e poi Caldè, in questa suggestiva strada provinciale che costeggia il lungo lago e che in una giornata di sole vi  farà dimenticare il capoluogo varesino.
Arrivati nella piccola Caldè le opportunità di posteggio non mancano ( o noi siamo stati molto fortunati ) così come non mancano le strutture per i turisti (affittacamere, bar e ristoranti) che si aprono sulla piazzetta pedonale. 

Per poter godere appieno del lago vi sono tre soluzioni: 
1) se fate parte della fortunata categoria a cui appartiene il mitico "commendator Zampetti" e possedete quindi una barca o un bel motoscafo.....taaaac gita sul lago e abbronzatura integrale.

2) se fate parte della categoria dei pigri poteve fermarvi alla darsena, la prima spiaggia grande ( e gratuita) che trovate di fronte al chiosco dei gelati.
3) se fate parte della categoria del "meno siamo e meglio stiamo" ma anche della categoria "wild" potete avventurarvi nelle vecchie Fornaci e scegliere di tuffarvi dal "relitto" architettonico oppure andare a scegliere una delle calette raggiungibili dal sentiero centrale che attraversa per intero le Fornaci. 
Per chi come noi non sa come ci si comporta al lago è consigliato portare scarpe comode poichè le spiagge sono di roccia, sassi e ciottoli e una bella crema crema protettiva perchè il sole picchia ma il vento ne smorza la percezione.
Le Fornaci sono quel che rimane a picco sull'acqua di una struttura industriale per la produzione della calce. Perfetta location per un  film di Spike Lee ( hey Spike, se ci leggi..chiamaci!  Devi assolutamente vederla), può essere un po' inquietante però con il sole, le risate dei bambini, la presenza di anziani, ragazzi e famiglie lo rendono un posto colorato, pericoloso per alcuni versi, sporco, ma con un suo fascino. Alle Fornaci il degrato urbano è divenuto arte. (Graffitismo, writing e stencil art: Banksy se ci leggi, anche tu come Spike chiamaci, è rimasto qualche spazio vuoto!) 
Le opere si sono sovrapposte nella finalità della street art, coprire opere pregresse con opere nuove per una continua evoluzione artistica.
Caldè è sicuramente una buona soluzione per chi vuole lasciare anche solo per qualche ora la vita cittadina e tuffarsi in uno spazio incantevole, suggestivo e "pop". 
Per capire cosa abbiamo cercato di descrivere, c'è una sola soluzione: andare a Caldè ! 

 














 - Bru & Cri - 

sabato 18 luglio 2015

Cocca, fatti l'aperitivo all'Albicokka !


In principio era il campari con il bianco, due olive e due arachidi ( ve la ricordate la leggeda poco leggenda del ricettacolo di batteri delle ciotole delle noccioline ? ).
Poi è arrivato il momento dei cocktail e delle vaste distese di cibo "tuttocompresoasetteeuro", immense colline di prosciutto crudo adagiato su vassoi sconfinati, torte rustiche per ogni gusto, salse , salsine, verdure e verdurine, panini, pizzette e salatini, forme di grana, teglie di lasagne, insalata di riso, insalata capricciosa e insalata russa insomma una esplosione di alimenti per la gioia di chi dell'aperitivo ne ha fatto una vera e propria ragione di vita.
Ma ad un certo punto è arrivata la crisi e con lei anche gli aperitivi hanno cambiato forma e sostanza: la qualità della materia prima si è abbassata, sempre più spesso prodotti a basso costo sono finiti sui banconi dei bar con l'unico scopo di saziare il prima possibile il povero malcapitato.
Ecco perchè quando sono capitato all'Albikokka di Alba Adriatica ho pensato fosse giusto dedicare un post a chi cerca ancora , come un soldato in trincea, di mantenere la posizione conquistata.
Ma che questo locale voglia colpire, lo si comprende non appena vi si mette piede. Tutto curato nei minimi dettagli, arredamento molto "modaiolo" ma nell'accezione più positiva del termine, un'area esterna piacevole con divanetti e tavolini che invogliano al relax guardando il mare al di là della strada. Il menù contiene diverse proposte per il pranzo e per la cena, ma noi qui ci siamo finiti per quello che pensavamo dover essere un banalissimo aperitivo.
Il barista è uno che ama osare  e rischiare ( forse pure troppo quando non si conoscono i gusti dei clienti ) con un uso degli ingredienti che va oltre il "classico" aperitivo e così ci siamo ritrovati a bere un piacevole cocktail alcolico alla pesca con l'aggiunta "spicy" di dadini di zenzero ed una centrifuga "iced" di cetriolo, lampone e melone .
Ma la nota estremamente positiva è dovuta non tanto ai cocktail quanto al vassoio che li ha accompagnati al nostro tavolo (insalata di riso basmati, fagioli cannellini all'agro, fagioli rossi in insalata, ceci e gamberetti, crostini di zucchine, patate al forno, parmigiana di melanzate, lasagne alle zucchine, due focacce e due pizzette rosse). Niente eccessi ma al tempo stesso varietà e qualità: è così che deve essere un aperitivo, condurti alla cena stuzzicandoti l'appetito con gusto.


Albikokka , lungomarconi - Alba Adriatica
347 364 6163

venerdì 17 luglio 2015

Veg' n' Roll : il Macrobiotico a Varese

Se a Hollywood vuoi essere alla moda hai due vie da percorrere: o segui una dieta Duncan oppure un regime alimentare macrobiotico, basato cioè sulla filosofia cinese dello YIN e dello YANG e sulla catalogazione dei cibi in base alla loro energia di provenienza. Madonna, che di anni ne ha 57 ma ne dimostra almeno dieci in meno, è una delle maggiori sostenitrici del macrobiotico e a guardarla ballare e cantare sembrerebbe aver scoperto qualche segreto miracoloso: che sia la cucina macrobiotica ?


E anche a Varese sembra essere arrivato il momento della cucina macrobiotica, che promette uno stile "vegan" ( bandito ogni utilizzo di prodotti di origine animale ) e cruelty-free, cioè una cucina libera da qualsiasi sofferenza provocata agli animali. 
Il Veg' n' Roll è un ristorante self service del centro di Varese, con una cucina a vista, tanti buoni propositi, saldi ideali e tanto tanto tanto colore.
La sua vocazione Rock non è un mistero, all'interno oltre ad un piccolo shop bio, abbondano dischi vintage in vinile, chitarre e locandine dei concerti d'altri tempi: i tempi d'oro di Woodstock. 
La cucina a vista con il tripudio di verdure pronte per essere cucinate dà subito l'idea della freschezza e genuinità degli alimenti lavorati, il menù viene infatti elaborato in base alle disponibilità del mercato in pieno spirito slow food e cucina a km zero. Devo però ammettere che la formula adottata per il servizio all'inizio può apparire un po' ostica, si può scegliere infatti tra tre grandezze di piatto/vassoio. A ciascuna scelta corrisponde un numero prestabilito di pietanze. Le pietanze possono essere scelta tra le varie proposte del giorno ( si è vero , anche a spiegarlo si fa un po' fatica)

Nel nostro caso la scelta è caduta su zucchine pressate al limone, broccoletti, crocchette di verdure (buonissime) , crema di carciofi, hummus ( una purea) e rolls.
In particolare proprio per la cottura di questi involtini vegan macrobiotici da queste parti hanno addirittura riadattato il tipico macchinario per la cottura degli hotdog, davvero ingegnosi.



Nel complesso al Veg' n' Roll si mangia bene (i carnivori staranno strabuzzando gli occhi, ma è proprio così). 
Il senso di sazietà non manca, così come i sapori forti dovuti anche all'uso di spezie e condimenti per una cucina in definitiva tutt'altro che noiosa.
In conclusione non bisogna per forza essere vegani per mangiare qui, anche un carnivoro può trovare piacevole una cucina del genere, magari durante il "mercoledì veg" lanciato da LAV, ovvero una giornata vegan a settimana per una "rivoluzione cruelty free". 
Veg'n'Roll è un ottimo compromesso tra gusto ed etica.



Veg' n' Roll
Varese, Piazza Venti Settembre 3
tel 3938038248 













Carlo V ad Alba Adriatica : non passa mai di moda


Ecco un post veloce veloce, dedicato ad uno di quei locali che non passa mai di moda: Carlo V ad Alba Adriatica.  
Potete tornarci dopo un anno e troverete sempre la stessa qualità, lo stesso servizio e gli stessi prezzi, il che in un periodo come questo certo è un grande punto a favore.
La pizza è di quelle grandi e sottili che riempiono prima l'occhio e poi, senza dubbio, anche lo stomaco. 
Molto più famoso per la pizza (ottima varietà di scelta) che per la cucina, il Carlo V ha un menù che offre piatti della cucina tipica abruzzese: semplici e concreti. 
Personalmente ogni volta che mi siedo al tavolo (esiste anche una piacevole corte all'aperto per le serate particolarmente calde) faccio fatica a non optare per la buonissima mortadella alla griglia. Buona anche la scelta delle birre. Ideale per le compagnie e per le famiglie, è una via di mezzo tra un pub e una pizzeria con atmosfera piacevole e servizio sorridente, attento e cortese. 
Unica nota dolente: i tempi di attesa, tanto per avere un tavolo ( in estate pressoché obbligatoria la prenotazione) quanto per il servizio . 

Pizzeria Ristorante Carlo V  - via Cavour 14, Alba Adriatica ( 0861 - 710225 )



martedì 14 luglio 2015

Quando fidarsi di tripadvisor è troppo...

A volte fidarsi è bene ma non fidarsi è decisamente meglio.
Se vi dedicate alla ricerca on line di un ristorante-pizzeria potreste  imbattervi nel blasonatissimo sito tripadvisor.it dove successi ed insuccessi dei locali vengono sanciti dai giudizi degli "utenti-clienti" sempre più convinti, come il sottoscritto del resto, di poter dire la loro nel maremagnum della ristorazione.
E così può capitare di trovarsi al Manzoni, in uno dei primi dieci ristoranti di Luino (Città varesina sul Lago Maggiore) con tanto di "certificato di eccellenza" e rimanere profondamente delusi.

Eppure i giudizi sul portale di recensioni on line più famoso d'Europa non lasciano spazio a fraintendimenti:




5 su 5 stelleRecensito il 10 luglio 2015

5 su 5 stelleRecensito il 8 luglio 2015






5 su 5 stelleRecensito il 30 giugno 2015












Ma nonostante un locale pieno all'inverosimile ( soprattutto svizzeri e turisti ) con tante facce allegre e un'atmosfera distesa e rilassata a me questa pizza proprio non è piaciuta, o meglio non è piaciuta così tanto da poter essere definita "la miglior pizza di Luino".
Una classica pizza Margherita e una  altrettanto classica pizza con i funghi ( in scatola ) si sono rivelate troppo morbide, con una pasta troppo "bianca" , con pochissimo pomodoro ed una cottura davvero al limite, senza contare che all'olio piccante servito al tavolo, di piccante rimane ben poco. 

Definirle crude non sarebbe corretto così come però non sarebbe altrettanto corretto definirle delle pizze ben cotte ! 
Lo staff è educatissimo e gentile, la birra è buona, l'atmosfera è famigliare e distesa, le recensioni su Tripadvisor altissime, ma allora cosa c'è che non va ?



Forse che la Pizzeria Manzoni non è la miglior Pizzeria di Luino, 
ma semplicemente ma più popolare?




domenica 5 aprile 2015

Tutti Rockers a L'Aquila City


Decisamente un ottimo locale quello aperto a L'Aquila dove i titolari (incluso il bravissimo e simpaticissimo Adriano) sembra abbiano davvero trovato la formula per la migliore pizza del capoluogo abruzzese. E la tanta gente che affolla solitamente questo ristopub sembra proprio confermare questa nostra sensazione. 
Piacevolmente arredato in american style con il grande logo ad accogliere il cliente, appena entrati si sente dei veri "bad boys", motociclisti tutto rock e birra ghiacciata anche se come il sottoscritto magari si possiede solo un banalissimo scooter.
Il Rockers presenta in menù diverse varietà di pizza ( io personalmente ho provato una pizza margherita con salsiccia e jalapegno e una margherita con pomodori secchi, funghi e tartufo) ma anche gli immancabili arrosticini ( il piatto tipico aquilano ) oltre che gli americanissimi anelli di cipolla fritti, le ottime patatine ( con il taglio concavo Fry'n'Dip , il mio preferito) , le alette di pollo, le bruschette e le scamorze al forno. Di certo qui non si muore di fame. 
Ottima anche la birra nelle sue diverse varietà. Al tavolo numeroso e assetato come il nostro non si può altro che suggerire una "giraffa", tre litri freschissimi da spinare direttamente al tavolo.
Il costo davvero onesto ( pizza e birra a meno di 10 euro).
Menzione speciale, anzi specialissima per una scelta azzeccata: l'allenatore nel pallone sui due schermi piatti appesi ai muri, geniale integrazione della cultura americana con quella italiana! 
Unico neo, almeno per chi come me non è proprio "rock" è la musica che dopo una certa ora diventa un po' altina.


Rockers, via XX Settembre, n°115
L'Aquila

327 906 4668
Aperto
Oggi 18.30 - 1.00
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